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Index: 335 / Vox Lynx 1964 and a A (Desperate) Attempt of Chronology

You are looking at one the oldest Vox thinline archtops, a superb Lynx of 1964. The generously rounded body and the narrow headstock profile of this first version denote some influence from Höfner. The German-made wavy tailpiece strengthens the resemblance. The amber sunburst finish that merely shades off to a thin darker outline was a sort of Crucianelli trademark in the mid 60's.

It's well suited to open this section with a Vox guitar, since Crucianelli started manufacturing ES-335 copies under Vox's instigation.

The Vox amplifiers were already highly successfull in Europe in the early 60s for being associated with the Shadows' sound. In 1963 the Beatles granted this British brand an instant worlwide fame that soon extended to the so far widely unnoticed Vox guitars. In response to dramatically rising demand the Vox company began in 1964 to order guitar necks from Eko, and soon complete instruments. Those were solidbodies at first, but since the 335 craze was just gathering momentum Vox couldn't stay aside. A manufacturing agreement was reached with Crucianelli, certainly through Eko. As soon as 1965 ES-335 inspired guitars made by Crucianelli entered the Vox range under the name Lynx, along with the aforementioned Challenger.

A (Desperate) Attempt of Chronology

1. The very first guitars in this range have a lot in common with the early Crucianelli florentines (i.e. Vox Challenger) : narrow headstock, batwing pickguard. Six slits on pickup covers. Tremolo --if any-- actuated with a very long bar, extending all the way from the body bottom. Then headstock widens, and little later the pickguard takes its definitive rounded-off shape, while control knobs switch from plastic to aluminium. Machineheads with white plastic buttons. Most of those first generation guitars wear the Vox logo, a few ones Tonemaster or Élite. (1964-65)

2. New pickups with 6+6 screws (look like humbuckers but are not). Bigsby type vibrato unit (there's one in most cases) with a (fake) rosewood insert on base plate. Tuners are vaguely reminiscent of Kluson, albeit with special sharp ovale metal buttons, and are Crucianelli specific. Brands : Tonemaster, España, Crucianelli -- but normally NOT Élite! (1965-1967)

3. Mother-of-pearl fretboard inlays get smaller than would be expected. Bigsby copy in a new version with a two-part plastic rosewood insert. New black plastic truss-rod plate, whose shape may be defined as "Venitian gothic". Tonemaster, España, Élite -- no longer Crucianelli! (1967-1968)

4. Here come substantial changes. New single-coil black plastic pickups, encased in a peculiar chrome frame that is slightly narrower in the middle. 22 frets instead of 21. Truss-rod adjustment relocated to body side. Van Ghent tuners with flat onion shaped buttons. A growing minority of those guitars have no trem. An equally growing minority is based on a Eko Barracuda body. Brands : Tonemaster, España, FH, Élite. (1969-1970).

5. Pickup selector, previously located near control knobs (like a real Gibson ES-335) moves to upper horn (like a LesPaul). A third version of the Bigsby copy and a narrower scratchplate are introduced. Brand : there’s virtually only Élite left. (1970-1972)

Many minor changes occured within each of the five basic types. Actually it could be possible to define at least twelve versions. Further details will be given in the individual instrument descriptions.

Jack Marchal

Vox Lynx 1965 di Jack Marchal

State osservando una delle più vecchie archtops di Vox, una bellissima Lynx del 1964. La generosa rotondità della cassa e il profilo della paletta di questa prima versione tradiscono qualche influenza di Höfner. L'attaccacorde ondulato di fabbricazione tedesca accentua la somiglianza. Il sunburst ambra che si riduce a una sottile sfumatura periferica più scura era come un trademark di Crucianelli intorno a 1964-65.

Conviene aprire questa sezione con una Vox, appunto, perché Crucianelli fu indotto a fare delle chitarre nello stile ES-335 su richiesta di Vox.

Gli amplificatori Vox erano già all inizio degli anni 60 apprezzatissimi in Europa come simbolo del sound degli Shadows. Nel 1963 i Beatles diedero alla ditta inglese una gloria mondiale immediata, che presto venne estesa alle chitarre finora ampiamente ignorate. Sommersa dalla domanda, la Vox cominciò nel 1964 ad ordinare delle chitarre alla Eko, prima solo i manici e ben presto strumenti completi. Si trattava inizialmente di solidbodies. Siccome Vox non poteva rimanere tagliata fuori dalla moda delle 335 che allora imperversava, venne concluso un accordo con Crucianelli, certamente attraverso la Eko. Comunque erano già disponibili delle copie 335 di fabbricazione Crucianelli nella gamma Vox del 1965 sotto la denominazione Lynx, al lato delle Challenger già descritte.

Tentativo (disperato) di cronologia

1. Le primissime hanno molti punti comuni con le prime Crucianelli fiorentine (Vox Challenger) : paletta ristretta alla base, battipenna ad ala di pipistrello. Due pickups a sei aperture. Vibrato --quando c'è-- a leva lunghissima, partendo dalla base della cassa. Poi, la paletta si allarga. Un poco più tardi tocca al battipenna prendere la sua forma definitiva, arrotondata, mentre le manopole passano dalla plastica all'alluminio. Meccaniche con bottoni di plastica bianca. Questa generazione appare sopratutto sotto il nome Vox, più raramente Tonemaster o Élite. (1964-1965)

2. Nuovi pickups massici a 6+6 viti (imitano humbuckers ma non lo sono). Vibrato (ce n'è uno quasi sempre) tipo Bigsby con inserto decorativo di (finto) palissandro. Le chiavette sono vaghe imitazioni Kluson, con bottoni metallici ovali/angolosi molto particolari e specifici di Crucianelli. Marchi : Tonemaster, España, Crucianelli -- ma normalmente NON Élite! (1965-1967)

3. I segnatasti quadrangolari si fanno più piccoli del normale. Copia di Bigsby in una nuova versione con inserto decorativo bipartito. Nuova piastra di plastica nera a sagoma "gotica veneziana" per il truss-rod. Marchi : Tonemaster, España, Élite – mai più Crucianelli! (1967-1968)

4. Generazione sostanzialmente modificata. Nuovi pickups a semplice avvolgimento sotto plastica nera, in una caratteristica cornice cromata che si restringe al centro. 22 tasti invece di 21. Regolazione del manico spostata verso la cassa. Meccaniche Van Ghent con bottoni a forma di cipolla piatta. Una minoranza crescente di queste chitarre è sprovvista di vibrato. Un’altra minoranza in sviluppo è basata su corpi tipo Eko Barracuda. Brands : Tonemaster, España, FH, Élite. (1969-1970)

5. Il selettore, precedentemente posto accanto ai potenziometri (come le vere Gibson ES-335), si sistema sul corno superiore (come le LesPaul). Arrivano una terza versione del vibrato bigsboide e un battipenna più stretto. Brand : alla fine c’è quasi solo Élite. (1970-1972)

AVVISO: All'interno dei cinque tipi di base si sono verificate molte evoluzioni minori. Infatti sarebbe possibile definire almeno dodici versioni distinte. Daremo più particolari nelle descrizioni individuali degli strumenti.

Jack Marchal

 
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