crucianelli
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This guitars is part of Daniel's collection. By the logo (one more American house brand) and the white neck binding you can guess this guitar has crossed the Atlantic twice before returning to Europe. Note that control layout is made upside down also in the two-pickup version, neck pickup B-switch on the right and bridge pickup T-switch on the left side, as if the control pannel had been designed for a lefty version (there wasn't any, by the way).

Homogeneous 1963 configuration. The generic whammy previously in use (derived from Hagström's Tremar with an additional hinge to allow wider pitch variation) is replaced with a much better Crucianelli specific vibrato tailpiece. This one is made of an shaft that rotates on ball bearings with a lever underneath that presses a compensating adjustable spring located in a body cavity under the chrome base plate. This construction is closely inspired from Eko's 1962 model, involves the same drawbacks (adjusting the spring is a hell of a job, it takes hours until the optimal floating position is found) but is a considerable improvement in terms of sensitivity and precision, with a Jazzmaster-like positive feeling. Pitch variation goes up to four or five half-tones.

Another great piece of hardware is the bridge, also exclusively Crucianelli specific. Vibration-free, nearly perfect, virtually as good as a Tune-o-Matic.

While we're at it, look at the neck plate with its cut-off corners. It is Crucianelli's signature. All Crucianelli electrics made before 1968-69 have one like that, any guitar fitted with it is a Crucianelli. Sometimes the only evidence that identifies some rare model.

Jack Marchal

Una chitarra che fa parte della collezione di Daniel. Visto il logo (qualche house-brand statunitense, uno di più) e il binding bianco al manico si indovina che avrà attraversato l'Atlantico due volte per tornare in patria. Si nota che anche nella versione a due pickups i controlli si presentano alla rovescia, pulsante B per il pickup manico a destra, pulsante T per il pickup manico a sinistra, come se la pulsantiera fosse stata disegnata per una versione mancina (che non è mai esistita, a proposito).

Configurazione 1963 omogenea. Il vibrato generico precedentemente impiegato (derivato dal Tremar di Hagström con una articolazione in più per consentire variazioni più ampie) è ormai sostituito con uno migliore, specifico di Crucianelli. E' fatto con un asse che gira su cuscinetti a sfera con un braccio inferiore che spinge una molla compensatrice regolabile sistemata nella cavità sotto la piastra cromata. Questa concezione è molto vicina a quella di Eko del 1962, comporta gli stessi svantaggi (regolare la molla è una impresa infernale, ci vogliono ore finché si sia trovato l'equilibrio ottimale) ma è un gran miglioramento in termini di sensibiltà e precisione. Da una sensazione positiva tipo Jazzmaster. Le escursioni raggiungono i quattro-cinque semitoni.

Un altro superbo pezzo è il ponte, specifico di Crucianelli. Senza vibrazioni, quasi perfetto, vale bene un Tune-o-Matic.

Parlando di hardware, guardate bene la piastra del manico con gli angoli tagliati. E' la firma Crucianelli. Tutte le sue elettriche fatte prima del 1968-69 ne hanno una di questo tipo, ogni chitarra che ne ha una è una Crucianelli. A volte l'unico modo di identificare qualche modello raro.

Jack Marchal

 
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