 This
is probably the best Italian guitar of the early 60's. It is a heavy
weight instrument, with unbelievable sturdiness, and a beautiful
one.
The general specifications and the various versions of this model
closely duplicate the Eko 500, so it can be assumed the series was
manufactured in the same years, e.g. 1962-1965. But there are on
the oldest examples some specific features that let us suppose the
initial inspiration was the Eko 400 (the so-called 'Ekomaster').
Therefore it's not unlikely that the series was introduced before
the Eko 500, at the very end of 1961, or at least at the same time.
Scale : 630 mm (24.3/4"). Finishes : sparkle
blue, red, silver, gold or textured perloid. Versions : 1, 2, 3
or 4 pickups, with or without vibrato. Just like the Eko 500. Same
pickup combinations.
Crucianelli marketed these guitars worldwide
under its own brandname Élite. In the US they were also made
available through Imperial Tonemaster as well as under a bunch of
obscure distributor brands such as Ardsley, Baron, Crestone, Philharmonic,
Reno, Supreme, Sorrento, etc. In Canada, a Montreal-based distributor
called them Italmelody.
Those so many brands for one model are all the
more confusing that the model's name has remained unknown (maybe
there never was any). Therefore in our gallery we have opted for
the simple naming scheme used by Imperial to define the versions:
40 = four pickups, 30 = three pickups, 20 = two pickups etc., with
or without a 'V' suffix for vibrato.
Approximate Chronology
(Here are only mentioned features that were subject to change in
the course of time)
1. Glued-in neck, plastic fretboard, zero-fret,
all rounded-off headstock, protruding volute à la Eko behind
the nut, open gear tuners with perloid buttons. Single-coil pickups,
push-button selector, separate pickguard. Extremely rare. (Early
1962)
2. One-piece pickguard with quadrangular upper
part. New dual-coil pickups and rocker switches. Very rare. (Early
1962)
3. Pickup casings are modified to make visible
two magnet bars. Fretboard now made of rosewood instead of molded
plastic, no more zero-fret. Very rare. (Mid-1962)
4. Bolt-on neck, bound fretboard, new machineheads.
Fairly common. (1962)
5. Redesigned pickguard with the upper part parallel
to body edge. New Crucianelli specific tremolo. Common. (1963)
6. New pickups with six slits. The zero-fret
reappears during this generation. Fairly common. (1963-64)
7. New neck with a smoother profile and no volute
at rear. Headstock is angled on its Southern coast (just like the
Eko 500). Truss-rod access under a chrome plate instead of the black
plastic item previously in use. All-metal enclosed machineheads
surface at the end of the series. Common. (1964-65)
8. Late configurations, with straightforward
Fender-ish headstock (reminiscent of the Eko Condor). Rare (1965)
Beyond the eight basic types there are countless
transitional configurations. Furthermore many of those guitars display
mixed-up features, with variations that challenge any endeavor to
reconstruct model evolution (probably because they were assembled
some delay after components of various generations had stockpiled
in warehouse, these being taken out without any care of compliance
to historical logic). Finding two exactly identical examples in
this range is amazingly rare.
For further details about model evolution, see
individual instrument descriptions.
Jack Marchal
 Questa
è probabilmente la migliore chitarra italiana dei primi anni
60. È pesante ma incredibilmente robusta. E bella, poi. Le
caratteristiche generali e le diverse versioni del modello corrispondono
strettamente alle Eko 500. Si puo' dunque stimare che fu prodotta
nello stesso periodo, cioé 1962-1965. Però le caratteristiche
particolari delle più vecchie versioni fanno pensare che
all'inizio erano ispirate dalla Eko 400, la cosidetta 'Ekomaster'.
Quindi non sarebbe impossibile che fosse state introdotte prima
della Eko 500, alla fine del 1961, o almeno simultaneamente.
Scala 630 mm. Colori: blu, rosso, argento o oro
brillantinati, o perlato texturizzato. 1, 2, 3 o 4 pickups, con
o senza vibrato — insomma, come le Eko 500. Stesse combinazioni
di pickups.
Crucianelli offriva queste chitarre in tutto il mondo sotto il proprio
marchio Élite. Inoltre furono commercializzate negli USA
principalmente da Tonemaster, ma anche attraverso una moltitudine
di oscuri distributori sotto marchi come Ardsley, Baron, Crestone,
Philharmonic, Reno, Supreme, Sorrento, ecc. In Canada, un distributore
di Montreal le chiamava Italmelody.
Tanti marchi per un solo modello sono altrettanto
più sconcertanti del fatto che il nome del modello è
rimasto ignoto (o forse non ce n'è mai stato uno). Di conseguenza,
per la nostra galleria abbiamo scelto il semplice sistema di denominazione
usato da Imperial per distinguire le versioni: 40 = 4 pickups, 30
= 3 pickups, 20 = 2 pickups, con o senza il suffisso 'V' per vibrato.
Cronologia indicativa
(Sono menzionate solo le caratteristiche che subirono dei cambiamenti)
1. Manico incollato, tastiera di plastica, tasto
zero, paletta arrotondata, voluta alla Eko dietro, chiavette aperte
con bottoni di plastica perlata. Pickups a bobina singola, deviatore
a pulsanti. Battipena separato. Estremamente raro (Inizio 1962)
2. Mascherina monopezzo, quadrangolare nella
parte superiore. Pickups a doppio avvolgimento, nuovo deviatore
a bottoni basculanti. Rarissimo. (Inizio 1962)
3. Scatole dei pickups modificate lasciando i
2 magneti visibili. Tastiera ormai in palissandro, non più
stampata in plastica, tasto zero eliminato. Rarissimo (Mezzo 1962)
4. Manico avvitato, binding lungo la tastiera,
nuove chiavette. Assai comune. (1962)
5. Parte superiore del battipenna ridisegnata
per seguire il profilo del corpo. Appare un nuovo vibrato specifico
di Crucianelli. Comune (1963)
6. Nuovi pickups con 6 aperture. Il tasto zero
riappare durante questa generazione. Molto comune. (1964)
7. Nuovo manico con sezione più ovalizzata,
senza voluta posteriore. Paletta angolata sul lato inferiore (molto
simile alla Eko 500). Accesso alla regolazione del manico nascosto
sotto una piastra cromata che sostituisce quella di plastica nera
predente. Alla fine sono montate meccaniche chiuse interamente di
metallo. Comune (1964-65)
8. Tipi terminali, con paletta tipicamente Fender
(come quella della Eko Condor). Raro (1965)
Al di là degli 8 tipi di base esistono
una infinità di configurazioni transizionali. Inoltre molte
di queste chitarre mostrano caratteristiche miste, con variazioni
che sfidano ogni tentativo di ricostruzione cronologica (probabilmente
perché furono montate un certo tempo dopo che si erano accumulati
in magazzino componenti di diverse generazioni, prelevati poi senza
preoccuparsi di rispettare una logica storica).
Per più particolari sull'evoluzione del
modello, vedere le descrizioni individuali degli strumenti.
Jack Marchal

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