Il manico "più veloce del mondo" è la
versione avvitata del manico introdotto con Corvette e Impala. Due
pezzi incollati longitudinalmente (spesso si vede la giuntura sotto
la finitura all'altezza della chiavetta del Si) intorno un profilo
di alluminio in cui è posta la barra tendimanico. Il tutto
chiuso dalla tastiera di Teak, economico sostituto del palissandro,
solo più freddo e con una sensazione più fibbrosa.
Dritto come una freccia, rigido come una corte marziale, questo
manico è virtualmente immune da deformazioni grazie al suo
sistema di rinforzo. E' rarissimo il ricorso al truss-rod e permette
una action bassissima con qualsiasi scalatura di corde. Ed è
anche un capolavoro di design industriale a budget limitato: grazie
al caratteristico abbassacorde inclinato che permette un buon angolo
di attacco delle corde, è un sottile pezzo di legno piatto
che richiede poco materiale e pochissime operazioni meccaniche di
precisione. Il capotasto (di qualche materiale plastico nero) è
un esempio della proverbiale parsimonia di Hagström: un capotasto
in stile Fender con solo la metà del materiale impiegato.
La scala da 626 mm (24,65") e 10" di raggio della tastiera
si ispirano alle misure in stile Gibson se non fosse per i tasti
bassi, tra i più piccoli visti su una chitarra. L'altezza
del manico è di soli 16 mm al capotasto, largo 41 mm con
lo spazio corde da 33,5 mm (solo Mosrite si avvicinò talvolta
a queste misure estreme). Nonostante ci siano solo un paio di mm
di diferenza dalle misure abituali si possono sentire grandissime
differenze imbracciando una vecchia Hagström dopo aver suonato
tutto il giorno una Strato o una Les Paul. (...)
Questo manico fu adottato su tutte le Hagström prodotte tra
il 62 e il 68, incluse le H-II, -III e la Viking. All'epoca fu denominato
"il più veloce del mondo". Definizione appropriata
quando pensiamo allo stile "staccato" del rock strumentale
dei primi anni 60' (Shadows, Spotnicks, american surf music, etc)
ma meno vera per il blues moderno e il metal che richiedevano tasti
enormi e corde ben spaziate.
Il bending non è propriamente quello per cui furono prodotte
le Hagström di quel periodo.
Jack Marchal
|