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Dynelectron by Meazzi

These were made in 1965 as exact replicas of the lyra Danelectro longhorn. In our days the whole business would have ended up in Court if we consider how identical to the original they were. At the time this range of instruments had considerable success and were largely exported to the extent of making us suspect there was a licence for the replica.

Il marchio Dynelectron nasce negli anni 60 in casa Meazzi. Possiamo pensare che fu il nome di un modello abortito (il longhorn?) o più probabilmente un brand alternativo per vendere gli strumenti senza rompere un qualche contratto di esclusiva come già fatto notare da Marchal per altri marchi italiani.
Nonostante i due strumenti eterogenei marchiati Dynelectron (l'Acoustic Prinz e il banjochitarra) la fama di questo marchio è legata alle copie sfacciate dei Danelectro Long Horn e Guitarlin. Oggi la cosa sarebbe finita in tribunale tanto erano simili all'originale. Ai tempi questa gamma di strumenti godette invece di buona popolarità e una massiccia esportazione tanto da far pensare a una licenza per la replica. La linea Dynelectron sopravvisse alle Meazzi Hollywood. Si trovano ancora nel listino prezzi dell'annuario 78/79 a 360.000 lire quando la Telecaster ne costava 580.000 e la Eko x27 solo 91.000. E' facile distinguere gli esemplari anni 60 da quelli più recenti. Le meccaniche, ma soprattutto la verniciatura, un bel sunburst o nero nelle più recenti invece del fantastico honeyburst dei '60. Apparentemente le due produzione sembrano nettamente separate nel tempo come se i modelli 65/69 fossero stati rimessi in produzione alla fine degli anni 70.

Ricalcando la gamma Danelectro i modelli erano tre ovvero chitarra, basso e basso fretless, disponibili nella versione base honeyburst con fondo e tavola in masonite senza binding e nella versione de luxe con fondo e tavola in legno laminato e binding su tavola e tastiera .
La reputazione di questi strumenti è ottima e il confronto con gli originali non è azzardato. Il basso fu usato da Claudio Simonetti dei Goblin, tra gli altri, e godette di una certa popolarità anche all'estero. Le foto inviate da Lili e il bassista dei RIFFlessi testimoniano che ancora oggi i Dynelectron sono strumenti usabili anche in contesti live e professionali.

Resta da scoprire dove e da chi venivano fatti questi strumenti.

Agli inizi degli anni 80 si pensò una versione in legno pregiato con il manico in acero. Eccolo:

E intanto anche gli australiani avevano pensato a una cosa del genere: Maton El toro

Dynelectron era una marca statunitense di apparecchi elettromedicali attiva negli anni 30. Poca fantasia anche nella scelta del nome.

 
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