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Bartolini

Gemelli

Dega Morbidoni


Diamond

D'Scala

Recanati city arms

Solid bodies

Hollowbodies

Hopf

Clarissa

Galassia Bartolini Gemelli

Now with the Bartolini + Gemelli galaxy we enter a misty and little explored realm. Besides both main brands some second magnitude stars like and Dega, D'Scala and Marinucci are shining, and there's been a lot of shooting stars. Furthermore there was an intricate array of distributor names in the US, as well as contract manufacturing for Hopf of Germany and for many accordion companies in the Castelfidardo-Recanati area.

Those makers sourced their components from the same subcontractors. First of all Polverini Bros.; this Castelfidardo based company used to supply sub-assemblies to other accordion makers and was a specialist in applying heat moulded celluloid foils to wooden parts. In the early 60’s all plastic coated guitar bodies (including Eko ’s) manufactured in the area were processed in its premises.

The guitars made in the years 1962-1964 for Bartolini, Gemelli and associates have a lot of similarities with the Crucianellis (especially the earliest ones) as well as with the Welsons and Melodys (I) (those made in the early 60’s), electronics and hardware being obviously of same origin. Furthermore they share a number of striking exclusive features, especially:

  • the acrylic pearlescent fretboard (like the oldest Hagströms),
  • the fish-shaped headstock (I can’t find any other analogy to describe it).
  • for most of them a specific body shape (like for instance the Bartolini on this page).

Going further, one can distinguish two main standards:

  • the Gemelli type: pickups have a corrugated top, fretboard dots decrease in size upwards, neck plate is trapeze-shaped,
  • the Bartolini type : pickups with a grid top, fretboard dots all of equal diameter, rectangular neck plate (but Bartolini switched to bolt-on necks some time later than Gemelli), distinctive ornate pickguards.

The B+G family suddenly broke up in 1964, which opened an era of confusion. Gemelli joined Eko. Bartolini and some others began to produce substantially modified designs (including strangely Welson-like bodies). Sparkle plastic coatings are discontinued. Some brands disappear. Many ephemeral tradenames surface with instruments of more conventional appearance, still retaining some mixed Bartolini and Gemelli features.

This confusion began to cool down in 1966 with the rise of two new big actors, Zerosette (Goya + JG + Contessa etc.) and Galanti, which absorbed most of the production capacities previously used for the henceforth extinct Bartolini-Gemelli galaxy. Its technical legacy can also be made out in guitars made by Ariston et Melody (II) (those of the early 70’s).

Jack Marchal

Con la galassia Bartolini + Gemelli entriamo in un regno misterioso e poco esplorato. Oltre questi due nomi brillavano degli astri di seconda magnitudo come Dega, D'Scala e Marinucci, e molte altre meteore. Aggiungiamo l'intreccio dei nomi dei distributori negli Stati Uniti e la produzione per conto della tedesca Hopf , ma anche per vari produttori di fisarmoniche della zona Castelfidardo-Recanati.

Questi marchi usavano componenti prodotti dagli stessi subfornitori. Sopratuttto dalla F.lli Polverini, una ditta di Castelfidardo che costruiva componenti per altri produttori di fisarmoniche e che era specialista nell’applicazione sul legno di fogli di celluloide termoformato. Negli anni 1961-1965 tutti i corpi di chitarre con rivestimento plastico fatti nella zona passavano per le sue officine (anche le Eko ).

Le chitarre costruite fra 1962 e 1965 per Gemelli, Bartolini ed affini condividono molte somiglianze con le Crucianelli (sopratutto le primissime) nonché le Welson e le Melody (I) (quelle dei prime anni 60), oltre a elettronica e hardware con un’unica provenienza. Inoltre si contradistinguono da certe caratteristiche esclusive, in particolare:

  • tastiera in acrilico madreperlato (come le primissime Hagström)
  • paletta a forma di pesce (non trovo altra analogia per descriverla)
  • sagoma specifica per la maggioranza dei corpi (come ad esempio la Bartolini su questa pagina).

Se si va più avanti, si possono distinguire due tipi fondamentali:

  • il tipo Gemelli: i pickups hanno un profilo ondulato, il diametro dei segnatasti va decrescendo lungo la tastiera, piastra del manico a sagoma trapezoidale,
  • il tipo Bartolini: pickups a griglia, segnatasti di dimensioni uguali, piastra del manico rettangolare (ma Bartolini adottò il manico avvitato più tardi di Gemelli), battipenna inconfondibilmente ornato.

La famiglia B + G si sciolse nel 1964. Si aprì allora una era di confusione. Gemelli lavorò per Eko. Bartolini e molti altri cominciarono a produrre modelli sostanzialmente modificati (incluendo corpi curiosamente alla Welson). Le rifiniture plastiche sono abbandonate. Certi brand spariscono. Una folla di marchi effimeri emergono con strumenti di aspetto più tradizionale, mantenendo però da Bartolini e Gemelli qualche caratteristicha mischiata.

Questa confusione iniziò a calmarsi nel 1966-67 con l’ascesa di due importanti nuovi attori , Zerosette (Goya + JG + Contessa ecc.) e Galanti, che assorbono la maggior parte delle capacità produttive dell’ormai spenta galassia Bartolini-Gemelli. Il suo retaggio tecnico si discerne pure nelle Ariston e le prime Melody (II) (quelle degli anni 70).

Jack Marchal

Lo stabile che ospitava la sede Polverini come è oggi - Castelfidardo

 
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