La quasi totalità degli strumenti elettrici italiani degli anni 60 erano prodotti nel distretto industriale di Recanati e Castelfidardo. Si può dire che l'unico grande costruttore non marchigiano fu Meazzi. Se per Eko, Crucianelli e Welson la storia e le caratteristiche degli strumenti sono abbastanza ben delineati (per quanto è possibile parlando di chitarre elettriche italiane degli anni 60), c'è una larghissima gamma di chitarre e bassi che è riconducibile alla produzione di Alvaro Bartolini e un gran numero di costruttori e marchi che lavoravano spessissimo in conto terzi, a cottimo o in proprio. Grazie al lavoro di ricerca e ai preziosi ricordi di Alfredo Bartolini figlio di Alvaro proviamo a fare una panoramica dei marchi principali. |
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Bartolini
La ditta BARTOLINI nacque nel 1955, con l'uscita di Alvaro dalla
Ditta F.lli Bartolini ed era specializzata nella produzione di fisarmoniche
complete che continuò fino al 1962 ca, quando la produzione fu assorbita totalmente dalla richiesta di chitarre elettriche.
La progettazione e la preproduzione di stampi e prototipi venne iniziata verso la fine del 1960 da Alvaro Bartolini in vista di una nuova azienda che doveva vedere la luce in società con i fratelli Umberto e Benito Cingolani. Le strade però si divisero prima di iniziare la commercializzazione e i Cingolani portarono via dei campioni dal laboratorio di Bartolini iniziando la produzione in proprio. I laboratori erano ubicati nel quartiere di Castelnuovo a 500 metri l'uno
dall'altro. La ditta Gemelli chiuse qualche anno dopo mentre Bartolini rimase in attività fino al marzo 1970.
Nel 1972, a nome del figlio Alfredo - il nostro Virgilio alla scoperta delle aziende marchigiane - iniziò la produzione di quadri e sculture
d'argento.
Bartolini fu una stella di prima grandezza della galassia di costruttori di Castelfidardo. Nel 1961, dopo la progettazione e la messa in produzione, iniziò la commercializzazione in Italia, mentre la prima vendita all'estero fu
effettuata in Germania nel febbraio del '62 attraverso l'importatore esclusivo
HANS ULLMANN di Amburgo ( con il sig. Hans e sig.ra, Alvaro ed il ragioniere. Era l'anno 1963) . Esportò direttamente con i marchi
BAR, BARTOLINI ALVARO, BARONET in Francia, Grecia, Germania, Belgio,
Portogallo, Canada, Stati Uniti, Messico, Svizzera, Svezia, Algeria e Spagna.
Alvaro Bartolini con il sig. Hans e sig.ra, Alvaro ed il ragioniere. Era l'anno 1963
La produzione veniva inoltre commercializzata, secondo singoli
accordi, sia per l'Italia che per l'estero, dalle ditte:
PAOLO SOPRANI (che vedeva Bartolini come unico fornitore); CASA MUSICALE RICORDI di Milano (3R),
BAGNINI di Roma (Ariston), MARINUCCI di Recanati, DAVOLI KRUNDAAL di Parma (come fornitori parziali).
In Italia fornivano direttamente alcuni importanti negozi come Layolo di
Torino, F.lli Marangi di Martinafranca, Navini Giuseppe di Castiglion
Fiorentino, Borgna di Casarsa, Del Noce di Vasto, Tarallo di Pescara, Borgani
di Macerata e molti altri.
Tra gli importatori statunitensi c'era anche il marchio AVANTI che apparteneva alla EUROPEAN CRAFTS di Hollywood e la FM di Ferruccio "Fred" Mengoni a New York.
Le caratteristiche più evidenti delle Bartolini erano la tastiera in acrilico madreperlato (come le primissime Hagström) e la
paletta a forma di pesce (non troviamo altra analogia per descriverla)
Le più belle e le più famose Bartolini
sono le primissime con celluloide a brillantini e tastiera
madreperlata. Vista l’evoluzione dell’hardware
parallela a quella delle prime Welson, la datazione
si può fare con approssimazione accettabile senza
carbonio 14:
- la rossa, con il suo vibrato generico
e il ponte non regolabile, risale al 1962-63,
- quella oro, con vibrato specifico
e ponte regolabile, sarà stata costruita nel
1963-64,
- quella blu, con la spalla mancante
più scavata, è la versione finale del
1964.
Nel periodo 1966-1967 Bartolini fornì anche casse semiacustiche a due spalle di colore rosso e sumburst con la sede del manico arrotondata e il pick-up al manico obliquo. |
1962-63 |
1963-64 |
Late 1964 |

vibrato generico e il ponte non regolabile -
generic vibrato tailpiece and
non-adjustable bridge |

vibrato specifico e ponte regolabile -
specific trem
and an adjustable bridge |

spalla mancante più scavata -
deeper cutaway |
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Marinucci
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Gemelli
La storia della Gemelli è abbastanza breve ma i fratelli Umberto e Benito Cingolani produssero per un gran numero di marchi quali BALEANI, DIAMOND, CONTINENTAL-BOUVIER, VIVONA,
TOMBO, GIANNA, D'SCALA, DIAMOND-RANGER, G.B., JACKSON, ANDANTE, AVANTI,
MORESCHI, CARINI. La loro produzione è sia stilisticamente che costruttivamente derivata dalle idee di Bartolini ed è caratterizzata da due elementi: la tastiera in
plexiglas e la bottoniera dei controlli sul battipenna. Tutte le altre che
non hanno uno dei due requisiti, ma hanno al loro posto commutatori ordinari e tastiere
di palissandro, sono tutte state copiate dalla grandissima quantità di costruttori che ne prese il posto dopo la precoce chiusura della Gemelli nel 1964. In quell'anno infatti, i gemelli Cingolani andarono a lavorare da Eko alla ricerca
di risorse umane per sostenere la sua
crescita esponenziale. Fu affidato loro un reparto con la missione di sviluppare
un nuovo tipo di solid bodies e di gestirne la produzione a cottimo. Così apparvero all’inizio
del 1965 le Eko 600 Cobra e le Lancer. In conseguenza di ciò le chitarre
Gemelli sono piuttosto rare e la maggior parte non ha
nessun logo Gemelli.
La produzione di Gemelli, prima impostata sulle idee di Bartolini produsse tuttavia una inquietante raffigurazione del parto gemellare raggiungendo l'apice del bizzarro e del kitsch. Pazzesco! L'idea era di rappresentare l'emblema aziendale e di " poter essere suonata indifferentemente da mancini e destri semplicemente invertendo le corde grazie alla forma super-simmetrica dei comandi.
Gemelli produsse anche per la tedesca HOPF.

Andrea Dellonti |
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Diamond Dega Morbidoni
Bartolini produsse strumenti per un certo periodo anche a ALBERTO MORBIDONI di
Castelfidardo, che applicava sulle chitarre il proprio marchio
DEGA, DIAMOND, SAMFERRI e CRAWN per l'esportazione negli Stati Uniti. Il gran proliferare di marchi era probabilmente dovuto al fatto che si firmavano contratti in "esclusiva" per diversi distributori nella stessa area geografica nello stato di Washington dove Diamond era affiancata dal marchio Sam Ferri dato in esclusiva e a un altro cliente di Yakima. Con i
marchi DEGA e CROWN, rifornivano 2 diversi clienti di Minneapolis.
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D'Scala
Il marchio D'SCALA era di un grosso importatore di fisarmoniche della California. Il titolare della ditta era di origine russa e utilizzò lo stesso marchio anche per la commercializzazione delle chitarre. Le prime chitarre elettriche marcate D'SCALA sono state prodotte da Gemelli Cingolani, successivamente gli stessi modelli sono stati costruiiti dalla POLVERINI BROS di Castelfidardo. Nella cartolina pubblicitaria dell'epoca si può notare la chitarra centrale di colore rosso, prodotta dalla ditta Gemelli Cingolani e le altre due laterali prodotte dalla Polverini Bros.

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Misc Solid bodies |
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Carini
Le prime chitarre con la
tastiera in plexiglass, impellicciate e con la tastierina nella parte
elettronica erano GEMELLI CINGOLANI vendute con il proprio marchio CARINI ad un cliente di Grado che le
distribuiva ai negozianti della costa adriatica da Ancona in sù oltre a essere esportate con il marchio CAMALLI e KENT in Canada in quanto il loro
referente in quello Stato era un loro fratello. Dopo la cessazione della
ditta GEMELLI hanno prodotto in proprio |
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Deville
Il marchio DEVILLE era utilizzato dalla
fabbrica di fisarmoniche UNIVERSAL di Castelfidardo. |
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Polverini
La ditta Polverini è stata fondata nel 1946 dal Sig. Gino a cui si aggiungono dopo qualche tempo i fratelli Giuseppe, Elio e Alberto assumendo la denominazione POLVERINI BROS.
L'esordio riguarda naturalmente la produzione di fisarmoniche, affiancate nel 1959 dalla produzione di chitarre in esclusiva per la Eko. Era dei Polverini la produzione di manici e chitarre classiche complete come i modelli P2 e P8. Per i modelli elettrici venivano invece forniti solo i corpi impellicciate di celluloide per i modelli 500 e 700. Produssero chitarre in esclusiva per la Eko fino al 1962/1963.
Dal 1963/1965, hanno iniziato a fornire parti di chitarre anche ad altre aziende tra cui DI MAURO a Parigi, manici e casse semi acustiche a una spalla per ZERO SETTE, chitarre classiche economiche per FRANCO CALDIRONI di Milano collaboratore della MEAZZI e per molti altri che in quel periodo si affacciavano su questo nuovo mercato. Non lavorarono mai per BARTOLINI ALVARO e GEMELLI CINGOLANI.
Dal 1965/1966 iniziarono a vendere per conto proprio strumenti finiti che commercializzavano con il loro marchio "CLARISSA" esportando il 70% della loro produzione negli Stati Uniti, e riservando solo il restante 30% all'Italia e all'Europa, in modo particolare in Francia. |
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Pellegrini
La Ditta F.lli Pellegrini di Recanati hanno prodotto chitarre e bassi dal 1965 al 1972. Fornivano esclusivamente un certo Ferrari di Roma, che marcava con i nomi CLAN e GINSON. Il sig. Ferrari fu socio per un breve periodo della FBT rilevando le quote del sig Fulimeni che era tra i tre soci fondatori con Baldoni e Tanoni.
Il Sig. Fulimeni alla sua uscita ha iniziato la produzione di pick-up di cui Bartolini fu il suo primo cliente. Le informazioni sulla ditta F.lli Pellegrini sono state fornite da uno dei fratelli ( Edmondo Pellegrini )
L'altro cliente era di Monza: la Ditta ARRIGONI.
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