La storia di Meazzi ha inizio a Mairago vicino Lodi dove Antonio
e Carolina crescono i loro figli Enrico (1926) Remo (1929) Antonietta
(1923) e il piccolo Marino (1934)
Il padre Antonio è operaio alla Caproni
e dopo il lavoro si diletta a costruire e vendere molle in acciaio.
Nel 43 il primogeni to Enrico si congeda e lavora per qualche
tempo nel settore delle forniture per orafi e orologiai. E' l'occasione
per mettere in campionario anche le molle del padre ad uso di sveglie
e grammofoni. I clienti chiedono altri pezzi ed Enrico si rifornisce
a Milano da Gian Bruto Castelfranchi fondatore della celeberrima
GBC.

E' il 24 luglio
del 1946 quando Enrico Meazzi registra alla camera di commercio
la sua ditta individuale specializzata in ricambi per orologi e
grammofoni. Con spegiudicatezza Enrico entra in affari con i fornitori
di Castelfranchi, Cattaneo-Pogliani-Morelli e con loro apre
il primo ufficio a Milano in via Bligny 27 dopo un breve soggiorno
a Bologna e qualche incomprensione con la madre. Meazzi inizia a
fornirsi di chitarre a Catania da diversi liutai tra i quali ci
furono sicuramente Carmelo
Catania e Francesco
Abramo.
Il successo fu inesorabile e a Enrico si
unirono i fratelli Remo e Marino, ma soprattutto il loro futuro
cognato Luigi Scarpini che diede impulso e dinamicità
all'azienda. Nessuno dei fratelli Meazzi sapeva suonare o aveva
alcuna conoscenza musicale. La loro fu un'avventura tutta imprenditoriale
che ricorda per molti aspetti quella di Oliviero Pigini. Non si
erano ancora fatti gli anni 60 e Meazzi traslocò in Via Beatrice
D'Este.

Marino Meazzi e Wandré
Nel 57 due incontri: con Wandré che
costruirà per un breve periodo alcune delle chitarre Framez
(fratelli meazzi) e con Franco Caldironi (nella foto), giovane
bassista che spinse per la costruzione di batterie che allora erano
costosissime e provenienti solo dagli USA. Tra il 58 e il 59 inizia
la produzione della serie Jolly fatta in Brianza col cartone
pressato. Per i piatti ci si rivolse a Zanchi (Ufip).
Per le pelli a un emigrato piacentino a Los Angeles Remo Belli
(Remo).
Il successo è dirompente.

Nuova sede con 60 persone in via Piatti,
al civico 4. Nel magazzino arrivano 200 batterie a settimana tutte
precedentemente prenotate e vendute. E' un boom senza concorrenza.
Le chitarre acustiche non più siciliane
vennero prodotte da Panati di Stradella che estese la sua
fornitura anche alle elettriche dal 1962 ma sospettiamo che qualche
cosa venne prodotto precedentemente anche nel distretto di Castelfidardo.
Oltre al marchi Framez, Meazzi registra
Hollywood destinato ai professionisti.
L'avventura Meazzi ricorda in parallelo quella di Eko.
Strategie internazionali, produzione esternalizzata, utilizzo dell'endorsment
per il marketing e diversificazione degli investimenti. Meazzi fondò
infatti la EDM Edizioni Discografiche Meazzi e diverse etichette
(Hollywood, Panoramic Record, Astraphon) e non dismise mai il reparto
orologi da cui pare si fornisse anche Celentano nella sede romana
attigua all'edizioni musicali.
Meazzi fu anche elettroniche, impianti voce,
i primi con echo a nastro, distribuzione di tastiere marchigiane
e tutta la gamma di strumenti per orchestrali.
La produzione di chitarre dal 1963 al 1969
fu di modelli fatti in larga serie e con una capillare distribuzione.
Come tanti produttori italiani si distinse per fantasia e innovazione
realizzando vari strumenti con elettronica attiva e forme inusuali.
In particolare si ricorda l'interruttore a mercurio dei circuiti
attivi che accendeva la chitarra automaticamente quando posta in
posizione utile per suonarla.Nel '69 termina la produzione di chitarre
e bassi e Meazzi si dedica sempre più all'amplificazione,
agli accessori, alla distribuzione di marchi esteri sul territorio
nazionale. Sono gli anni di via Bellerio prima, Paderno Dugnano
in seguito.
Meazzi continua a distribuire chitarre acustiche
di fascia bassa ma probabilmente non tutta la produzione era in
proprio e si segnala la produzione di chitarre in Giappone fino
a pochi anni fa. Potenza del marchio.
Tutta da approfondire la cronologia e i modelli del marchio Dynelectron
della Meazzi e la fornitura di chitarre da parte di Welson oltre
ad alcune similitudini primitive con la scuola di Castelfidardo.
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