VAAM Vannes Ambrosi: the first silent guitar?

& Dynacord Cora 1965/66

La Vaam era l’azienda del bolognese Vannes Ambrosi (1905-?) che distribuiva «materiali e conduttori per televisione, radio, elettricità, elettrodomestica e telefonia». Nel 1954, l’anno della nascita della Fender Stratocaster, misero in catalogo la prima solid body italiana: la Vibropik, una futuristica follia ma anche una intuizione che sarà adottata molti anni dopo per le chitarre da viaggio della Yamaha (le silent guitar).

La Vibropik fa il suo esordio nel catalogo Vaam numero 29, accompagnato dal listino del 1954 che la proponeva a 33.616 Lire. Nel 1960 è ancora in catalogo con un leggero sconto: 29.000 Lire. 

Il costo della vita nel 1955: Stipendio di un operaio circa 40.000 lire; Costo giornale £ 25.- Biglietto del Tram £ 25. – Tazzina Caffè £ 40.- Pane £ 150 al kg. – Latte £ 90 – un litro di vino £ 120. – Pasta al kg £. 190. Zucchero al kg £ 260 – Benzina £ 138. – 1 grammo di Oro £ 721 – Costo di un auto Fiat 600, lire 590.000. Un televisore 160.000, l’abbonamento 12.500. Un giradischi 20/40.000 lire, un disco 78 giri, 800 lire.

La Vibropik non ebbe il successo sperato, forse troppo avveniristica o forse il contrario: le dimensioni e la forma della sua cornice ricordavano troppo una chitarra tradizionale rispetto le scintillanti solidbody che si affacciavano sul mercato in quegli anni.  

La sagoma della chitarra è fatta in un materiale plastico che presumiamo sia abbastanza fragile tanto che su uno degli esemplari sopravvissuti era stata già sostituita con una di alluminio solo dopo due anni dall’acquisto. Fu acquistata verso il 1956 dal maresciallo Ernesto Grinello, chitarrista del complesso Quartetto Azzurro. Nella foto del 1962 lo vediamo con il collega Salvatore Ligas alla fisarmonica. 

Five years later: Dynacord Cora 1965/66

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L’idea non era male e cinque anni dopo l’uscita di produzione della Vibropik, nel 1965, la tedesca Dynacord lancerà sul mercato una delle chitarre più fetish degli anni Sessanta: la Cora. (fetish fino a che non abbiamo scoperto la Vibropik, naturalmente. Ora sembra una pallida copia fatta in ritardo). La Dynacord, nata negli anni Quaranta, era specializzata in apparati elettronici come la Vaam ed è ancora in attività. Quando verso il 1965 iniziò a vendere chitarre e bassi elettrici col suo marchio si rivolse all’italiana Welson di Quagliardi a Castelfidardo per tutta la gamma in catalogo eccetto proprio la Cora, evidentemente un prodotto da esposizione per attirare la clientela sui modelli più tradizionali e ottimo per la copertina del catalogo. Della Cora ne furono fatti solo circa 100 esemplari in nero e una trentina in rosso con l’hardware dorato. Per anni si è vociferato delle origini italiane di questa chitarra e una presunta collaborazione con la GEM (Galanti). Oggi sappiamo con certezza che fu prodotta interamente in Germania partendo dall’idea italiana della Vaam.

http://www.dynacord.com/en/