Fetishguitars.com
  • Italian brands
    • Main italian brands
      • Bartolini
      • Carmelo Catania
      • Crucianelli
      • Eko
      • E-Ros
      • Excelsior
      • Galanti
      • Gemelli
      • Gherson
      • Masetti
      • Meazzi
      • Melody
      • Polverini
      • Sicily & Southern Italy
      • Wandrè
      • Welson
      • Zerosette
    • Eko
      • Eko homepage
      • GIEMMEI Guitars
      • Early Eko
      • The sparkling early sixties
      • The Years of the Glory
      • Eko in the seventies
      • The Final Years
      • Acoustic guitars
      • Eko or not
    • By region
      • Le Marche
      • Emilia Romagna
      • Lombardia, Piemonte , Veneto e Liguria
      • Sicily & Southern Italy
    • Misc & unknown
      • Hollowbodies
      • Squarish Gemmelloids
      • Unbranded guitars
      • unknown guitars with diamond inlays
  • Not Italian
    • Vintage electric guitars from Argentina
    • Hagström
    • Klira Twen Star basses
    • Spagna
    • Vox
  • Articles & Resources
    • Distributor Brands
    • Meazzi – Drums
    • La chitarra elettrica in Germania
    • Contacts, credits and help
  • Click to open the search input field Click to open the search input field Search
  • Menu Menu
  • Link to Facebook
  • Link to Instagram
  • Link to Mail

Hagström I / Kent

by Jack Marchal

Lo stile di questa chitarra suggerisce reminescenze delle cucine anni 50 e le prime radio a transistor. Ma questo modello suona molto meglio di quanto il suo aspetto faccia trasparire. Leggerissima ma robusta e affidabile, è una meravigliosa chitarra economica, un miracolo di design applicato al taglio dei costi. Chiamatela Strato dei poveri se volete, ma le si addice di più l’appellativo di Danelectro europea. Stiamo parlando della Kent, meglio conosciuta come Hagström I.

Nel catalogo Hagström la Kent fu denominata come, Kent PB-24-G, Kent, semplicemente Hagström, poi ancora Kent PB-24-G, Kent e infine Hagström I; tutti nomi per un solo modello: Kent. Nell’ultimo periodo di produzione ebbe la decal Hagström I, nome dato anche alla versione a un pick-up della Hagström II. Ci deve essere stata un pò di confusione in casa Hagström per ciò che concerne il criterio della scelta dei nomi. Si aggiunga a ciò che i distributori stranieri usarono altri nomi, Le Kent furono vendute in Gran Bretagna Come Futurama e pubblicizzate in USA come F-11. (Naturalmente Kent fu anche un marchio Giapponese che non ha niente a che fare con gli svedesi).

Il corpo è formato da due strati di legno economico, forse pioppo, se non addirittura gli scarti dell’abete usati per i pallets. Il retro è ricoperto di vinile simil-pelle, soluzione già adottata da Höfner e Klira in germania per le loro solid body. Questa soluzione taglia le fasi di levigatura, verniciatura, asciugatura, lucidatura, risparmiando tempi e costi e riducendo al minimo le emissioni di sostanze volatili nocive. Il top è un guscio pressoffuso di plexiglass trasparente verniciato nella parte posteriore in due colori, con il bianco a simulare il battipenna con controlli e pick-up. Il coperchio di plexiglass è avvitato al corpo con sei viti. Spessore 35 mm (1.38″).

Contrariamente a ogni previsione, questo bizzarro schema costruttivo era sorprendentemente risonante anche da spenta grazie ai perni del ponte avvitati direttamente nel legno della cassa e alle caratteristiche sonore del plexiglass. ….

Il sustain decresce bruscamente dopo il 12mo tasto ma comunque è difficile avventurarsi nella parte alta del manico per la incerta intonazione del ponte. quest’ultimo è l’unico punto debole della Kent. Un pezzo di legno con due ferretti che non permettono altra regolazione dell’intonazione che la scelta tra due posizioni presettate. Troppo lunga per il Mi basso, corta per il La, lunga per il Re, etc, sembra una barzelletta; qualsiasi ponte inclinato sarebbe stato meglio. Molti hanno migliorato la loro Kent con ponte tune-o-matic in stile Gibson.

Un’altra limitazione della Kent è la sua difficoltà nella manutenzione. Si deve esplodere la chitarra intera per arrivare a pulire i contatti elettrici ed è necessario abbastanza spesso. Questo è uno degli aspetti più irritanti in una altrimenti meravigliosa chitarra.

I due pick-up single coil sono quelli generalmente montati sulla precedente serie Standard/Deluxe con i finti poli. Questi sono semplici inserti di metallo inerti senza nessun collegamento e funzione con il nucleo della bobina. Probabilmente si pensava che potessero meglio indirizzare il flusso di ogni singola corda. In realtà la loro funzione e puramente estetica e non si nota nessuna differenza in loro assenza.

Tra i pick-up è incollato un pezzo di alluminio stampato la cui funzione estetica è discutibile per quanto potrebbe essere un’efficiente grattugia per il formaggio. Le chiavette sono le Van Ghents aperte, le stesse delle prime Eko, con il bottone di plastica ovale. Dignitose e sufficientemente precise soprattutto se avete preso confidenza con la loro tendenza a lasciare un po’ di gioco. L’attaccacorde/tremolo Tremar completa la dotazione hardware.

Il suono ha qualcosa dell’inconfondibile sferragliare fenderiano, forse non cosi ricco armonicamente ma con qualcosa di più duro, un alone metallico. La definizione corda per corda non è eccezionale e le corde esterne suonano meno di quanto dovrebbero. Il Mi cantino è troppo debole. A dispetto dei suoi acuti il pezzo forte della Kent sono i medi: se vi piace il suono squillante e risonante con buone vibrazioni anni 60, amerete la Kent. (…)

La Kent dismostra una incredibile resistenza all’invecchiamento, i tasti subiscono poco lo stress e sembrano dare vita illimitata alla tastiera, il tek resiste all’umidità e alle abrasioni meglio di qualunque altro legno. Il corpo è stabile come se fosse compensato senza esserlo. Nessun graffio o botta sul retro in vinile (che invece tende a scollarsi dal bordo negli esemplari tenuti peggio), il plexiglass è proverbiale per resistenza ai graffi, ai raggi UV e alle intemperie. Viste da qualche metro molte Kent sembrano assolutamente nuove anche dopo un uso che avrebbe ridotto una Fender a un vero relitto.

D’altro canto l’hardware è incline alla corrosione, specie le viti che contraddicono la fama dell’acciaio svedese. Occhio anche a esporla al sole tanto sono sensibili i bottoni delle chiavette. I piroli attaccacinchia erano prima in plastica nera e poi sostituiti con un metallo sicuramente senza garazia a vita. La verniciatura del manico e della pìaletta tendeva all’economico, spesso si creano piccole bolle e il distacco di piccole scaglie che lasciano intravedere il divertente strato rosa del turapori.

Basata su un approccio che abbattese i costi in maniera intelligente, il rapporto qualità-prezzo della Kent era imbattibile se paragonata alla produzione Italiana e Tedesca. Furono costruite circa 25.000 Kent tra il 62 e il 67 facendone il più grande successo Europeo (La principale avversaria, la Höfner Galaxy, non raggiunse i 15.000 esemplari). Hagström non fu il più grande costruttore europeo ma grazie alla Kent era l’unica ad avere un ciclo produttivo standardizzato industriale mentre Eko, Framus e Höfner frammentavano la loro maggiore produzione in un dedalo di modelli in contrasto con l’ammirevole standardizzazione svedese.

English

1. “Globular headstock + thick neck“ (1962-1964)

Distinctive headstock shape.
Fret dimensions like Fender vintage.
Pretty clubby neck profile (similar to Gibson SG)
Headstock and neck covered with black celluloid.
Square fretboard end on body side.
Pickups not adjustable in height.
Old style Tremar vibrato (with strings fastened by pins).

Finishes: red (60%), blue (39,9%) (exceptionally orange or lavender). Cheese grater is often (but not always) coloured to match body finish.
Production: 6,216 guitars + 2,545 basses.

Distribution: in the beginning mainly U.K. (under the names Futurama II Deluxe / Futurama Bass), then Scandinavia (with a Kent logo but often without any logo at all), sporadically Germany, Benelux, France, USA.

  • 1.1. Gibson-style nut
    Brass frets
    Black plastic strap-buttons
    Almost all instruments are branded ‘Futurama’
    (Earliest basses have small guitar machineheads, soon substituted with bigger ones with ‘elephant ear’ buttons)
  • 1.2. Fender-style nut (i.e. wedged into fretboard)
    Some instruments have a ‘King’s Neck’ sticker on the back of headstock.
    Futurama logo increasingly rare
  • 1.3. Slanted string retainer above the nut
    Silver-nickel frets
    Clear yellowish strap buttons
    ‘King’s Neck’ sticker becomes frequent (but not yet systematic)
    No more Futurama logo
  • 1.4. A Hagström logo shows up on the body in the end

2. “Stratoid headstock + logo on body“ (1964)

Raised silvery plastic Hagström logo on body.
Definitive headstock, inspired from Fender.
Classic super-skinny Hagström neck with very thin frets.
Headstock and back of the neck are painted black (that finish is often affected by bubbling and chips, making visible a funny pink primer coating).

There is always a ‘King’s Neck’ sticker on the back of the headstock.
Fretboard end is rounded-off on body side.
Tremar vibrato of 2nd generation (definitive).
Strap buttons are again black.
Cheese grater always in natural aluminium
Two black plastic plugs on the back on the body.

Finishes: red (40%), blue (25%), black (20%), lavender (15%)
Production: 1,675 guitars + 475 basses
The rarest generation.
Distribution : mostly in USA

  • 2.1. Earliest version devoid of the plate showing control functions (rare)
  • 2.2. Aluminium control plate is there
  • 2.3. Pickups adjustable in height (at last!)

3. “Hagström I on headstock + rounded pickups“ (1965)

No more logo on body, a golden ‘Hagström I’ decal on headstock instead.

This one is by far by far the most common generation, and the only one in which some off-standards instruments may be found : a few ones have a natural finish on neck and headstock.

Finishes: red (51%), black (31%), blue (10%), lavender (8%)
Production: roughly 6,900 guitars + 2,800 basses
Distribution : almost only USA

  • 3.1. ‘King’s Neck’ label and plastic plugs on the back survive.
  • 3.2. No more ‘King’s Neck’, no more plastic plugs.
  • 3.3. Both strap buttons are made of metal.
  • Long awaited fret markers appear on fretboard side
  • 3.4. A golden cheese grater foretells the final generation.

4. “Rectangular pickups“ (1966-1967)

Very homogenous final version, distinguished by rectangular pickups like those fitted on contemporary H-II and H-III model but without nickel surrounds.
Golden cheese grater.

Breakdown of finishes is totally different of what it used to be. Red is no longer the dominant colour. A sort of negative of the black top finish is introduced.

Finishes: black (40%), negative black/white (40%), red (13%), blue (6%), lavender (1%).
Production: about 3,300 guitars + 2,800 basses.
Distribution only in USA.

Italiano

1. “Paletta globulosa + manico grosso“ (1962-1964)

Sagoma caratteristica della paletta.
Tasti di dimensioni ‘Fender vintage’
Sezione del manico piuttosto consistente (simile alla Gibson SG).
Paletta e retro manico coperti di celluloide nero.
Estremità quadrata della tastiera sul corpo.
Pickups non regolabili in altezza.
Vibrato Tremar del vecchio tipo (con fissazione a piroli delle corde)
Colori: rosso (60%), blu (39,9%) (eccezionalmente arancione o lavanda). La “grattugia formaggio“ è spesso (non sempre) colorata per accompagnare il colore del corpo.
Produzione: 6.216 chitarre + 2.545 bassi.
Distribuzione: inizialmente sopratutto Gran-Bretagna (sotto i nomi Futurama II Deluxe / Futurama Bass), poi Scandinavia (con il nome Kent o spesso senza logo), sporadicamente in Germania, Benelux, Francia, USA.

  • 1.1 Capotasto alla Gibson
    Tasti in ottone
Bottoni reggicinghia in plastica nera
Quasi tutti gli strumenti portono il marchio Futurama
(I primissimi bassi hanno piccole chiavette da chitarra, presto sostituiti da grosse meccaniche ad “orecchie d’elefante“)
  • 1.2 Capotasto alla Fender (inserito nella tastiera)
    Certi strumenti hanno l’etichetta ‘King’s Neck‘ sul retro paletta
Marchio Futurama sempre più raro
  • 1.3 Abbassacorde obliquo dietro il capotasto
    Tasti argento-nickel
Bottoni reggicingha giallo trasparente.
Il ‘King’s Neck’ diventa frequente (ma ancora non sistematico) 
Il logo Futurama sparisce
  • 1.4 Appare alla fine un logo Hagström sul corpo

2. “Paletta stratoide + logo sul corpo“ (1964)

Logo Hagström in rilievo sul corpo, in plastica metallizata
Paletta definitiva, imitatazione della Fender.
Classico manico Hagström, sottilissimo, con tasti ultra-bassi.
Paletta e retro del manico verniciati nero (spesso si creano piccole bolle e il distacco di piccole scaglie che lasciano intravedere il divertente strato rosa del turapori).
Presenza sistematica dell’etichetta ‘King’s Neck’.
Estremità della tastiera arrotondata.
Vibrato Tremar del tipo II (definitivo).
Bottoni reggicinghia neri di nuovo.
Grattugia formaggio sempre alluminio naturale.
Due otturatori di plastica nera dietro il corpo.
Colori: rosso (40%), blu (25%), nero (20%), lavanda (15%)
Produzione: 1.675 chitarre + 475 bassi
E’ la generazione più rara.
Distribuzione: prevalentemente in USA

  • 2.1 Tipo iniziale senza la mascherina che indica le funzione dei controlli (raro)
  • 2.2 C’è la mascherina in alluminio .
  • 2.3. Pickups regolabile in altezza (infine!)

3. “Hagström I sulla paletta + pickups arrotondati“ (1965)

Niente logo sul corpo, decal dorata ‘Hagström I’ sulla paletta.
Questa è la generazione più diffusa, e l’unica nella quale s’incontrano strumenti non standard: certe chitarre presentano una paletta e un manico verniciati naturale.
Colori: rosso (51%), nero (31%), blu (10%), lavanda (8%)
Produzione: circa 6.900 chitarre + 2.800 bassi.
Distribuzione: quasi solo in USA

  • 3.1. Ancora l’etichetta ‘King’s Neck’ sulla paletta paletta ed i due otturatori di plastica sul retro del corpo.
  • 3.2. Spariscono il ‘King’s Neck’ gli otturatori.
  • 3.3. Reggicinghie entrambi metallici.
Arrivano infine i benvenuti segnatasti laterali.
  • 3.4. La grattugia formaggio dorata annuncia il tipo finale.

4. “Pickups rettangolari“ (1966-1967)

Tipo finale molto omogeneo, caratterizzato dai pick-up rettangolari come quelli montati sulle contemporanee H-II/-III, ma senza cornice in nickel.
Grattugia formaggio dorata.
Distribuzione dei colori molto diversa dalle versioni precedenti. Il rosso non è più dominante. Appare una sorta di versione in negativo della finitura nera.
Colori: nero (40%), bianco-nero in negativo (40%), rosso (13%), blu (6%), lavanda (1%). 
Produzione: circa 3.300 + 2.800 bassi.
Distribuzione solo in USA.

Francais

1. “Tête globuleuse + manche épais“ (1962-1964)

Forme caractéristique de la tête.
Frettes au calibre ‘Fender vintage’.
Section du manche assez consistante (genre Gibson SG).
Tête et dos du manche recouverts de celluloïd noir.
Etiquette ‘King’s Neck‘ fréquente au revers de la tête (non systématique).
Touche à bout carré côté caisse.
Micros non réglables en hauteur.
Vibrato Tremar ancienne version (cordes fixées par goupilles).

Couleurs : rouge (60%), bleu (39,9%) (exceptionnellement orange ou lavande). La “râpe à fromage“ est souvent (pas forcément) colorée au ton caisse.
Production : 6216 guitares + 2545 basses.

Distribution: d’abord surtout Grande-Bretagne (sous l’appellation Futurama II Deluxe / Futurama Bass), puis Scandinavie (sous le nom Kent, voire sans logo), sporadiquement Allemagne, Benelux, France, USA.

  • 1.1. Sillet façon Gibson
    Frettes laiton
    Boutons de sangle en plastique noir
    Presque tous les instruments portent la marque Futurama
    (Les toutes premières basses ont de petites mécaniques pour guitare, vite remplacées par des grosses clés à “oreille d’éléphant“)
  • 1.2. Sillet style Fender (serti dans la touche)
    Parfois étiquette ‘King’s Neck‘ au revers de la tête
    Griffe Futurama de plus en plus rare
  • 1.3. Reteneur de cordes oblique derrière le sillet
    Frettes argent-nickel
    Boutons de sangle jaune transparent
    Le ‘King’s Neck’ devient courant (mais pas encore systématique)
    Le logo Futurama disparaît
  • 1.4. Apparaît à la fin un logo Hagström sur la caisse

2. “Tête stratoïdale + logo sur caisse“ (1964)

Logo Hagström en relief sur la caisse, en plastique argenté.
Tête définitive imitée de Fender.
Classique manche Hagström ultra-mince avec frettes très basses.
Tête et dos du manche peints en noir (la finition présente souvent des bulles ou des écailles qui font apparaître l’amusante couleur rose de la couche d’apprêt).
Présence systématique de l’étiquette ‘King’s Neck’.
Touche arrondie au bout.
Vibrato Tremar du type II (définitif).
Boutons de sangle de nouveau noirs.
Râpe à fromage toujours alu nature.
Deux obturateurs en plastique noir derrière la caisse.

Couleurs: rouge (40%), bleu (25%), noir (20%), lavande (15%)
Production: 1675 guitares + 475 basses
C’est la génération la plus rare.
Distribution : majoritairement USA

  • 2.1. Type initial sans la plaquette donnant les fonctions des contrôles (rare)
  • 2.2. Arrivée de la plaquette alu
  • 2.3. Micros réglables en hauteur (enfin !)

3. “Hagström I sur tête + micros arrondis“ (1965)

Plus de logo sur la caisse, transfert doré ‘Hagström I’ sur la tête.
Cette génération est de loin la plus diffusée, et la seule où se rencontrent des instruments non standard : quelques guitares ont le manche et la tête vernis nature.

Couleurs: rouge (51%), noir (31%), bleu (10%), lavande (8%)
Production: environ 6900 guitares + 2800 basses
Distribution : essentiellement USA

  • 3.1. Encore le label ‘King’s Neck’ et les deux obturateurs plastique derrière la caisse
  • 3.2. Disparition du ‘King’s Neck’ et des obturateurs
  • 3.3. Boutons de sangle tous deux en métal.
  • La touche se décide enfin à être dotée de repères latéraux.
  • 3.4. La râpe à fromage en alu doré annonce le type final.

“Micros rectangulaires“ (1966-1967)

Type final très homogène, signalé par des micros rectangulaires comme ceux montés sur les H-II/-III contemporaines mais sans cadres nickelés.
Râpe à fromage dorée.
Distribution des teintes toute autre que dans les précédentes versions. Le rouge cesse d’être dominant. Apparition d’une variante en négatif de la finition noire.

Couleurs : noir (40%), blanc/noir négatif (40%), rouge (13%), bleu (6%), lavande (1%).
Production : environ 3.300 guitares + 2.800 basses.
Distribution : uniquement USA.

  • Hagström
  • Hagström I / KENT
    • 1.1 1962/63 globular headstock
    • 1.2 1963 fender-style nut
    • 1.3 1963/64 Slanted string retainer
    • 1.4 1964 Hagström logo shows up on the body in the end
    • 2 – 1964 Stratoid headstock
    • 3 – 1965 Hagström I on headstock
    • 4 – 1966/67 Rectangular pickups
  • Abramusic
  • Argentina
  • Ariston – Bagnini
  • Ariston – Rex
  • ASM Arrigoni
  • Baldwin 700 series
  • Bartolini
  • Bartolini, Fratelli
  • Beat
  • Bigson
  • Binson
  • Buxom
  • Calace
  • Caponnetto
  • Carini
  • Carmelo Catania
  • Clan
  • Clarissa
  • Contessa
  • Giuseppe Cervi
  • Crucianelli
  • D’scala
  • Dallas
  • Davoli – Krundaal
  • Dega Morbidoni
  • Dynelectron
  • E-Ros
  • Eko
  • Elka – Crumar
  • Emilia Romagna
  • España – Buegeleisen & Jacobson
  • Eston – Lamberti
  • Estudiantina
  • Excelsior
  • Ferrarotti
  • Framez
  • Galanti
  • GEM
  • Gemelli
  • Gherson
  • GIEMMEI Guitars
  • Ginson
  • GIS
  • G&B Giustozzi Bompezzo
  • Godwin – Sisme
  • Goya Galanti
  • Goya Zerosette
  • Hagström
  • Harold – Jackson
  • Hermann
  • Hertz
  • Hohner HG
  • Indelicato Contarino
  • JG – Juliett
  • Klira Twen Star basses
  • Kroma
  • Layolo
  • Marinucci
  • Masetti
  • Meazzi
  • Melody
  • Messaggerie Musicali
  • Misc & unknown
  • Monzino – Garlandini
  • Moreschi
  • Don E. Noble
  • Olivieri
  • Orpheum – Maurice Lipsky
  • Pas Record
  • Pellegrini
  • Enrico Piretti
  • Polverini
  • Rayhorn 0 Seven
  • Recina Guitars
  • Silvestri
  • Solo Venanzini
  • Steelphon
  • Vox
  • Wandré
  • Welson
  • Wurlitzer
  • Zabella
  • Zerosette
FETISHGUITARS © 2003-2019 CN.AR750106-65
  • Link to Facebook
  • Link to Instagram
  • Link to Mail
  • Home
  • Help & Contacts
  • Privacy Policy
Scroll to top Scroll to top Scroll to top

Questo sito non fa uso dei cookies di profilazione per i quali è richiesto il consenso del navigatore.

OKLearn more

Cookie and Privacy Settings



How we use cookies

We may request cookies to be set on your device. We use cookies to let us know when you visit our websites, how you interact with us, to enrich your user experience, and to customize your relationship with our website.

Click on the different category headings to find out more. You can also change some of your preferences. Note that blocking some types of cookies may impact your experience on our websites and the services we are able to offer.

Essential Website Cookies

These cookies are strictly necessary to provide you with services available through our website and to use some of its features.

Because these cookies are strictly necessary to deliver the website, refusing them will have impact how our site functions. You always can block or delete cookies by changing your browser settings and force blocking all cookies on this website. But this will always prompt you to accept/refuse cookies when revisiting our site.

We fully respect if you want to refuse cookies but to avoid asking you again and again kindly allow us to store a cookie for that. You are free to opt out any time or opt in for other cookies to get a better experience. If you refuse cookies we will remove all set cookies in our domain.

We provide you with a list of stored cookies on your computer in our domain so you can check what we stored. Due to security reasons we are not able to show or modify cookies from other domains. You can check these in your browser security settings.

Google Analytics Cookies

These cookies collect information that is used either in aggregate form to help us understand how our website is being used or how effective our marketing campaigns are, or to help us customize our website and application for you in order to enhance your experience.

If you do not want that we track your visit to our site you can disable tracking in your browser here:

Other external services

We also use different external services like Google Webfonts, Google Maps, and external Video providers. Since these providers may collect personal data like your IP address we allow you to block them here. Please be aware that this might heavily reduce the functionality and appearance of our site. Changes will take effect once you reload the page.

Google Webfont Settings:

Google Map Settings:

Google reCaptcha Settings:

Vimeo and Youtube video embeds:

Other cookies

The following cookies are also needed - You can choose if you want to allow them:

Privacy Policy

You can read about our cookies and privacy settings in detail on our Privacy Policy Page.

Privacy Policy
Accept settingsHide notification only